5. Vṛttayaḥ pañcatayyaḥ kliṣṭā akishṣṭāḥ

modi/ modificazioni o funzionamenti della mente/ quintuplice; di cinque specie/ penoso, doloroso/ (e) non –penoso.

Le modificazioni mentali sono di cinque tipi, e sono dolorose e non dolorose.

Le vritti rappresentano la manifestazioni della coscienza nelle diverse sfere della vita. Quando guardiamo un albero, una persona o un paesaggio, lo vediamo attraverso gli occhi, ma la nostra visione è una manifestazione della mente. Quando ascoltiamo musica o una conferenza, anche questa è una manifestazione della mente. Quando chiudiamo gli occhi e pensiamo al passato, al presente, al futuro, alle relazioni o agli amici, anche questa è una modificazione della mente. Quando siamo preoccupati, ansiosi, pieni di rabbia o di passione, dolore, gelosia, compassione, amore per il prossimo, amore per Dio, anche questo è uno schema della mente.

Secondo il sistema dello yoga, ogni dimensione di coscienza, ogni forma pensiero, ogni campo di consapevolezza è una vritti della mente.

Anche lo stato di sonno è uno stato mentale, il sogno, il dubbio, l’illusione, gli errori di valutazione. Così che quando utilizziamo il termine modificazione mentale intendiamo differenti schemi o espressioni della mente, differenti stati o sfere o dimensioni della personalità.

Nell’essere umano un’unica sostanza, chiamata consapevolezza o coscienza, sembra manifestarsi sotto gli aspetti di veglia, sonno, pensiero, attrazione o repulsione.

Ci sono due interpretazioni diverse di questo sutra, vediamole entrambe:

Interpretazione di Taimni:  Esistono certe modificazioni che hanno carattere neutro e non producono in noi reazioni né piacevoli né dolorose e vengono indicate nel sutra come “non dolorose” . Esistono altre modificazioni mentali che invece risvegliano in noi un sentimento gradevole o dolorose classificate tutte come “dolorose”. La ragione è fornita dalla teoria dei klésa, per cui tutte le esperienze sono in realtà penose perché anche nelle esperienze piacevoli si cela un dolore potenziale. Quindi si classificano tutte le esperienze che provocano rāga (attrazione) e dvesa (repulsione) come dolorose.

Interpretazione di Swami Saraswati: Le modificazioni della mente sono in tutto dieci: cinque dolorose e cinque non dolorose. Così per esempio, la particolare modificazione della mente nel caso di un fiore è non dolorosa o aklishta, nel caso della visione di un cane schiacciato è dolorosa o klishta.

6. Pramāṇa –viparyaya.vikalpa-nidrā-smṛtayaḥ

retta conoscenza/ conoscenza erronea/ fantasia; immaginazione/sonno/ (e) memoria.

(Esse sono) retta conoscenza, conoscenza erronea, fantasia, sonno e memoria.

Abbiamo già visto come lo scopo dello yoga sia la distruzione totale degli schemi e della manifestazione della coscienza. La coscienza deve essere spogliata di tutte le sue forme in modo che essa rimanga senza nome e senza forma. Non è solo l’interruzione della connessione con il mondo esterno ad essere parte dello yoga, ma anche le immagini mentali, le visioni interiori devono finire.

Anche il samādhi inferiore, chiamato savikalpa, è una modificazione mentale e deve essere trasceso. Tutto quello che le vritti fanno attraverso la mente e i sensi è classificato in cinque gruppi.

Retta conoscenza e conoscenza erronea  corrispondono a tutte quelle immagini che si formano nella mente per contatto diretto con la realtà esterna. Ogni volta che vediamo qualcosa, la mente prende la forma di ciò che noi vediamo. Possiamo tuttavia vedere qualcosa di sbagliato, per esempio confondere un semplice bastone con un serpente. In questo caso la mente ricostruisce la realtà in modo errato.

L’immaginazione e la memoria comprendono le immagini mentali che si formano senza contatto diretto. Esse sono il risultato dell’attività indipendente della mente inferiore, che impiega le percezioni sensoriali riaccolte in precedenza ed immagazzinate nella mente. Nel caso della memoria le percezioni sensoriali vengono riprodotte nella mente in modo fedele, nella forma e nell’ordine in cui erano state ottenute dagli organi di senso. Nel caso della immaginazione, esse vengono riprodotte in qualsiasi forma e ordine, ma il potere di combinare queste percezioni è sottoposto al controllo della volontà.

Nella condizione di sogno la volontà non ha controllo su tali combinazioni, ed esse appaiono dinanzi alla coscienza in combinazioni casuali, fantastiche e spesso assurde, influenzate in una certa misura dai desideri presenti nella mente inconscia. Quando l’Io superiore, con la sua volontà e la sua ragione, si è ritratto aldilà della soglia della coscienza si ha il sonno privo di sogni. In questa condizione non esistono immagini nel cervello, ma la mente continua ad essere attiva sul proprio piano e quindi anche il sonno è una vritti.

Si vede come siano state prese in considerazione solo le modificazioni della mente inferiore o manas per il semplice motivo che le citta-vritti corrispondenti ai livelli superiori si trovano aldilà della comprensione di chi non abbia raggiunto il samādhi.

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